sabato 24 agosto 2019

A 3 anni dal terremoto ad Amatrice


3 anni...
3 anni di lacrime, fatica, sudore, sorrisi, abbracci, pasta, staffette, assemblee, feste, macerie, assorbenti, arrosticini, disagio, tende, neve, container, chilometri macinati per arrivare nel cratere, skype call per organizzare i turni e i volontari, chat, studio, amici, baci, paura, felicità, terra che trema, ingv sempre acceso, stalle da costruire, incendi da spegnere, nuovi e vecchi amici, spazzolini da denti, cas, coc, fango da spalare, cani da sfamare, canti, sussurri, container, staffette, banchini e raccolte fondi in ogni dove, documentari e libri prodotti, amatriciana, vino di casale Nibbi...
3 anni intensi, 3 anni con i fratelli e le sorelle delle Brigate di Solidarietà Attiva - Terremoto Centro Italia.
La nostra vita ad ogni intervento cambia...la vita dei terremotati, gli alluvionati, le vittime degli incendi, dei braccianti anche...ma noi poi torniamo a casa e loro una casa non ce l'hanno più e, ormai dal 2009 lo sappiamo, questo non cambierà per anni e anni.
Noi facciamo quello che possiamo per aiutare il popolo col solo aiuto del popolo, altri fanno proclami e poi stanno al calduccio a scaldare le loro sedie.
Noi speriamo di non dover più esistere, che un giorno qualcuno dica: non c'è più bisogno delle BRIGATE SOLIDARIETA' ATTIVA...altri sperano di essere ancora in parlamento e per poterlo essere sanno benissimo che non devono cambiare lo status quo...
Oggi è un giorno triste, un giorno in cui tutti e tutte dovremmo fermarci e riflettere su quello che facciamo o non facciamo, per fare in modo che queste tragedie non succedano più: dalla messa in sicurezza del territorio alla prevenzione.
Ma oggi è anche un giorno in cui ringraziare.
Ringraziare tutti quegli uomini e quelle donne che senza il minimo dubbio ogni giorno decidono che se lo stato, le istituzioni non si danno da fare toccherà ancora a loro rimboccarsi le mani, mettersi le pettorine e fare quello che ogni essere umano degno di questo nome farebbe: aiutare chi ne ha bisogno!
Grazie cumpà, il mondo potrebbe essere anche peggiore di questo se non ci foste voi. 

mercoledì 14 settembre 2016

Facebook attiva il cross posting dei video: cinema e musica potrebbero averne grossi benefici!

Da qualche giorno Facebook ha rilasciato l'ennesimo aggiornamento per i gestori di Pagine: la possibilità di effettuare cross-posting dei video in una stessa Pagina o da Pagine diverse.


Ad un primo sguardo la funzione di video cross-posting non sembra essere utilissima ... promette di semplificare il lavoro a chi gestisce le Pagine bFacebook evitando di dover caricare video più volte, sì, ok...e poi?

La prima cosa interessante è che utilizzando i video con cross-posting si possono monitorare le prestazioni di ogni singolo video pubblicato in diversi post con insights consolidati (quindi ogni video raggrupperà tutte le sue prestazioni anche se è stato pubblicato in post e/o pagine diverse).

L'altra novità è che le pagine possono fornire l'autorizzazione ad altre pagine per l'utilizzo del video (come fosse un video pubblicato nativamente sulla pagina in questione) e che (se abbiamo ottenuto le autorizzazioni) possiamo pubblicare sulla nostra pagina quelli di altri.
Video Cross Posting su Facebook
I video con cross-posting ti consentono di usare di nuovo un video in più di un post


La domanda che serpeggia nell'ambiente dei professionisti del Social Media Marketing è molto semplice: che utilizzo del video cross-posting posso fare?

Per tutte quelle aziende che usano Facebook Locations e che sentono l'esigenza di condividere i video tra le pagine figlie e/o pagina padre l'utilità di questa funzione appare abbastanza ovvia, ma le altre?

Ho provato a immaginare che utilizzo potrebbe farne il mondo del cinema o della musica ed ecco alcune delle idee che mi sono venute in mente:

  1. sono una società di produzione televisiva o cinematografica e ho la mia pagina Facebook  ufficiale, ma ogni film che produco ha bisogno della sua pagina "personale", quindi ogni film avrà sulla sua pagina alcuni video (penso ai trailer, al making of, i backstage ecc).
    Non sarebbe bello se anche la pagina della "casa madre" potesse cross-postarli senza doverli ricaricare?
    E il fatto di avere sotto occhio le statistiche consolidate non sarebbe una boccata di aria fresca per chiunque si occupi di analisi dei dati?
  2. sono una casa discografica, ho la mia pagina ufficiale, ma ogni artista che produco ha la propria, separata dalla mia.
    Anche in questo caso, il cross-posting sembra quasi manna dal cielo: da ogni pagina dei "miei artisti" posso cross-postare i video, e viceversa, quindi anche in questo caso potrò avere il totale controllo sui dati (che anche in questo caso possono valere oro)
  3. ho un locale (o sono un promoter e organizzo un festival, un concerto, uno spettacolo teatrale...) non sarebbe bello se i video che il gruppo che suonerà da me tra 15 giorni venissero pubblicati anche sulla mia pagina e, magari, che quello che pubblico io dopo (ad esempio il live della serata) venisse pubblicato sulla loro pagina?
  4. sono una band, è appena uscito il mio disco in cui hanno suonato come ospiti musicisti di altri gruppi musicali, anche qui: il cross-posting dei video potrebbe essere un'ottima mossa di marketing per tutte le realtà coinvolte nel progetto.
Ti vengono in mente altri utilizzi di questa funzione? Discutiamone!

Hai dubbi su come utilizzarlo? Ecco i link alla guida di Facebook:

sabato 3 settembre 2016

Sulla Satira, su Charlie e amenità varie

Ed eccoci qui, puntuali come sempre, a far polemiche da tastiera come se non ci fosse un domani.
Ora è il turno della vignetta di Charlie Hebdo sul terremoto in centro Italia.

Sisma all'italiana Charlie Hebdo

I fatti:

  1. Charlie Hebdo è un giornale satirico Francese che ha subito un terribile attacco terroristico in cui sono morte parecchie persone.
  2. Subito dopo l'attacco il popolo del web si è indignato (che strano, ma qui ci poteva anche stare) e sui social sono iniziate ad apparire prima bandiere francesi sovrapposte alle immagini di profilo e l'hashtag #JeSuisCharlie 
  3. In Italia c'è stato l'ennesimo terremoto che ha provocato un numero incredibile di morti.
  4. In Italia si è "scoperto" che forse, dall'ultimo terremoto la ricostruzione non era stata fatta proprio a regola d'arte (che strano!)
  5. Charlie Hebdo pubblica una vignetta in cui cerca di dire la sua su come gli italiani non si siano mai dati una mossa per cambiare lo status quo.
  6. Subito dopo l'apparizione della vignetta il popolo del web si è indignato e sui social sono iniziate ad apparire cose che preferisco non ripetere, ma il succo è che non siamo più Charlie (#JeNeSuisPasCharlie).

Le mie (inutili) considerazioni:


Se lo scopo della satira è quello di stimolare pensiero non allineato, una vignetta DOVREBBE sempre provocare emozioni (belle o brutte, non importa, la satira deve far pensare con un sorriso, più o meno tirato, più o meno disgustato). 

Se poi il popolo del web iniziasse ad andare a scavare un po' sotto la superficie del "a me ha fatto schifo" e provasse a pensare a chi sono i vignettisti di Charlie, quali sono le millemila vignette che hanno pubblicato e che non abbiamo visto perché nessuno si è indignato più di tanto (penso a quella sui poliziotti belgi ad esempio, che in pochissimi hanno visto... FORSE perché i belgi si sono resi conto che - forse forse - Charlie aveva ragione e invece che indignarsi sui Social hanno pensato di rimediare per fare in modo che non fosse più necessario fare della satira su di loro? FORSE, non lo so), magari si risparmierebbero forze e quelle che usiamo quotidianamente per far polemiche inutili potremmo usarle per fare qualcosa di concreto (tipo fare in modo che non succeda più?)

P.s. Charlie ha anche risposto agli italiani indignati con una "controvignetta", ma pare che in pochi abbiano capito anche questa, forse è colpa della lingua francese ... troppo diversa dalla nostra!
:-(
Charlie Hebdo non costruisce le vostre case

mercoledì 31 agosto 2016

Terremoto, Zuckerberg e la Croce Rossa Italiana

Mi ero ripromessa, finora, di non parlare della donazione di Mark Zuckerberg dopo il terremoto in centro Italia alla Croce Rossa, ma dopo aver letto alcuni deliranti commenti all'intervista ad Alessandro Sportelli (ottimo professionista su cui mi sentirei di mettere la mano sul fuoco) mi prudono le manine e quindi ho voluto mettere in chiaro, dal mio punto di vista, alcuni concetti:

  1. Questa è un'intervista a una persona che potrà dire, da intervistato, quel cacchio che vuole!
  2. So che quelli che si definiscono guru tendono a stare sulle scatole (giustamente) beh ... per una volta che non è il soggetto in questione a definirsi tale: questa volta prendetevela con il giornalista!
  3. (copia e incolla)
    "Cinquecentomila euro, se ben spesi su Facebook, possono permettere alla Croce Rossa di accumulare donazioni per diversi milioni di euro oltre ovviamente a veicolare con facilità, e capillarmente, eventuali messaggi di pubblico interesse. Da ciò si desume facilmente che la richiesta di trasformare in denaro quella donazione non è solo immotivata, vista la coerenza con la propria attività, ma anche potenzialmente dannosa, visto il valore superiore che questa donazione potrà rappresentare sia in termini di ulteriore denaro raccolto sia in termini di diffusione efficace delle informazioni. E mi lasci dire un'ultima cosa
    Prego…Sono disponibile ad aiutare gratuitamente la Croce Rossa ad ottenere il massimo beneficio da questa donazione."
  4. Ho letto millemila socialmediacosi che si interrogavano come la Croce Rossa con i suoi pochi mezzi e le sue poche competenze avrebbe potuto sfruttare questa "donazione", che avrebbero dovuto investire almeno la metà nel pagare le agenzie per farlo al posto loro, che andranno sicuramente sprecati... io non amo particolarmente la croce rossa (non quello che fa, ovviamente, ma il modo in cui viene amministrata, soprattutto in momenti di crisi - se volete leggetevi Croce rossa - Il lato oscuro della virtù di Alberto Puliafito, per farvi un'idea di quello che dico) ma sono sicura che se qualcuno - che sa come fare - prendesse in mano la suddetta donazione qualcosa di buono potrebbe venirne fuori (poi per il come e da chi quel qualcosa verrà usato...parliamone quando accadrà).


domenica 3 luglio 2016

Verification Handbook, perché le fonti (anche digitali) vanno controllate! SEMPRE!

Chi mi conosce lo sa, ho sempre avuto il pallino per la verifica delle fonti! 
Pur non essendo una giornalista (di questi tempi lo dico quasi vantandomene) mi occupo da anni di comunicazione sul web e mi arrabbio quotidianamente quando vedo sui social media notizie-bufala condivise come se non ci fosse un domani oltre a domandarmi sempre il motivo che spinge una persona a non perdere 5 minuti a controllare quanto meno che la notizia sia vera.

Ovviamente è capitato anche a me (in passato) di condividere dei contenuti che poi si sono rivelati errati, la maggior parte delle volte avevo "preso" la notizia da siti di giornali mainstream, confidando ingenuamente che almeno loro le fonti le verificassero ... quando, dopo aver controllato ed appurato personalmente che la notizia era una bufala, però, ho sempre preferito chiedere scusa e correggere il tiro!

Ne consegue che la cosa che mi fa arrabbiare di più sono i giornalisti che lanciano queste notizie, le testate che si permettono, forti del loro essere mainstream, di farsi beffa dei lettori pubblicando notizie false (quelle tendenziose sono state, purtroppo, sdoganate da troppo tempo ...) e, come in certi casi, di non accettare neppure di essere criticati dopo che sono stati scoperti (per approfondire il caso a cui mi sto riferendo direttamente ecco la ricostruzione puntuale ad opera di Alberto Puliafito e Slow News della vicenda L'Unità vs. Raggi).

Ecco, quindi, che non potevo che accogliere con immensa gratitudine la pubblicazione del Verification Handbook, tradotto anche in italiano e scaricabile completamente gratis!

Verification Handbook
Il Verification Handbook,
gratis anche in italiano!

Il Verification Handbook non è un libro dedicato solo ai professionisti che hanno deciso (finalmente) di tornare ad un giornalismo etico e corretto e fare del fact checking una best practice, ma un manuale che dovrebbe essere letto da ogni persona che voglia provare ad avvicinarsi il più possibile alla verità:
«Di questi tempi è sempre più vitale conoscere la verità e saper verificare le notizie e altre informazioni. Questo manuale fornisce gli strumenti fondamentali a tutti, giornalisti e cittadini, per farlo in maniera efficace».
Howard Finberg, Responsabile delle partnership di formazione e delle alleanze, The Poynter Institute 
Riassumendo:




  • qui invece c'è il sito di Slow News http://www.slow-news.com/, senza il quale questo piccolo miracolo italiano non sarebbe stato possibile!


Buona lettura estiva a tutti e tutte!

venerdì 15 aprile 2016

Mai morti furono più bianche di queste.

Alcuni anni fa, per lavoro, ho avuto il grande onore di conoscere i cavatori. 
Sì tutti! 
Perché i cavatori sono come un'unica persona che vive e muore insieme ai respiri della montagna. 

Persone fiere, vere, unite e solidali: compagni! 


Persone che con un occhio guardano il bianco accecante della montagna e con l'altro controllano che i propri compagni non siano in pericolo...sempre. Persone che con un orecchio ascoltano gli scricchiolii del marmo che li nutre, con l'altro controllano se i richiami dei compagni, che riecheggiano da cava a cava, sono gioiosi e, se non lo sono, mollano tutto e vanno a controllare se, per caso ma non troppo, la montagna violata non si sia ribellata ai millemila anni di violenze subite per permetterci di godere dei suoi frutti.


Ieri non ce l'hanno fatta, i cavatori, a proteggersi l'un l'altro.
Occhi spalancati e orecchie tese non sono bastati a salvare i loro compagni da una montagna ormai sfinita. 


Che la terra vi sia lieve. 

Grazie per tutto quello che mi avete insegnato.

In quei giorni, in cava, pioveva!
Non dimenticherò mai come mi sono sentita inorgoglire sentendo il capo cava, mentre mi sollevavate con la pala per vedere il tramonto sul mare di Carrara, che con una semplice frase, uscita con tutta la schiettezza che solo chi si asciuga il sudore con la manica può avere, mi faceva entrare nel loro mondo: "sei ufficialmente una cavatrice" mi disse, e oggi piango con loro.

mercoledì 6 aprile 2016

L'aquila 7 anni e?

Quella notte tra le lacrime di molti, tanti, troppi c'era chi rideva... nei giorni successivi c'erano i campi e il centro di Comando e Controllo, c'era l'attuale candidato a sindaco di Roma che faceva il bello e cattivo tempo e c'era il berlusca che regalava dentiere, c'era la Protezione Civile SPA e il filo spinato intorno ai campi degli sfollati ... il G8 ...

Poi c'era la gente dell'Aquila, gente che anche a distanza di 7 anni non smette di lottare per poter tornare nelle proprie case e poter finalmente ricominciare a vivere. Persone meravigliose che quotidianamente vivono e lottano, aiutano gli altri, e, sì ridono insieme, perché una risata alle 3e32 fa schifo, ma ridere insieme, è ancora molto bello!


Infine c'erano e ci sono le persone che, ognuna a proprio modo e con i propri mezzi, hanno cercato di dare una mano. Belle persone, persone che sono salite in macchine, treni e furgoni sgangherati, zaini in spalla e nel cuore solo amore e solidarietà. Lo stesso sentimento di solidarietà che è quello che manca a chi ci governa...

Giustizia e solidarietà che belle parole!

Oggi ci sono le vecchie case ancora non agibili e le nuove C.A.S.E. che non agibili lo stanno diventando, un territorio devastato una città che ancora piange i suoi morti tra le macerie e tutte le persone che, anche molti mesi dopo il terremoto, non ce l'hanno fatta a reggere, e se ne sono andate, alcune altrove, altre ... beh, non potranno più tornare :-(


Ciao Fabbrì
Oggi c'è un indagato che si candida a sindaco e che probabilmente in molti voteranno, chi rideva continua a ridere e chi piange e si rimbocca le maniche continua a chiedere una cosa molto semplice: giustizia e, possibilmente ... un pochino di verità, ma ormai avremmo dovuto capirlo, in questa società dove l'unico padrone è il denaro, le verità si comprano facilmente, le verità si trasformano in una notte oppure, molto più semplicemente, si cambia canale, per non pensarci più.

lunedì 8 febbraio 2016

#IoSupportoPostPickr la campagna di crowdfunding del social media assistant più figo in circolazione!

Oggi è il PostPickr Day!



Infatti, per il mio ‪‎tool‬ di Social Media Management e Content Management preferito, inizia una nuova avventura, la campagna di crowdfunding‬

È un passo importante per tutti i social media manager‬ e i ‎"social media coso‬ italiani" perché potranno contribuire ad un progetto bello, utile e soprattutto 100% ‪‎made in Italy‬.


Per chi ancora non conoscesse PostPickr, ne scrivevo in tempi non sospetti su Marketing Caffè!



Nel frattempo PostPickr si è evoluto, è migliorato, ha aggiunto nuove preziosissime funzioni come 
  • il preziosissimo Picklet (che ti da la possibilità, con una piccolissima estensione del browser, di pubblicare o programmare una news in tempo reale), 
  • la possibilità di lavorare in team (utilissima in caso di progetti condivisi con altri colleghi), 
  • la possibilità di pubblicare su Pinterest (social troppo spesso ignorato da altri tool), 
  • il potere di di modificare le anteprime dei link che condividi, 
  • la comodità di riutilizzare e riprogrammare vecchi post, 
  • l'irrinunciabile Smart Feed (la possibilità di programmare in automatico un feed da diverse fonti -Spotify, rss, blog, siti web, Pocket, YouTube e chi più ne ha più ne metta -  senza dover pensarci più),
  • moltissimo altro ma non voglio spoilerare di più ;-)




Un'ultima cosa da segnalare (per me la più importante di tutte) è la velocità e puntualità del supporto che, il più delle volte in pochi minuti, risolve ogni tipo di problema o dubbio (e ti assicuro che in questi quasi 2 anni di utilizzo potrebbero avermi mandato a quel paese più volte...ma non lo hanno fatto, hanno sempre risposto, cordialmente, anche quando ero io a sbagliare palesemente ad usare il tool ;-) )

Insomma: PostPickr è diventato grande e ora ha bisogno dell'aiuto di tutti noi!





So che sicuramente le mie parole non basteranno per convincerti a partecipare al crowdfunding quindi non mi rimane che suggerirti di provarlo gratuitamente (puoi avere PostPickr gratis, per sempre oppure, se sei un professionista e hai bisogno di gestire molti canali, a un prezzo veramente bassissimo) su postpickr.com perchè sono sicura che dopo averlo provato non potrai fare a meno di andare su Eppela e sostenerlo anche tu!
‪#‎IoSupportoPostPickr‬ ‪#‎YourSocialMediaAssistant‬



domenica 31 gennaio 2016

Nonna ti spiego la StepChild Adoption


Incredibile, il primo che è riuscito a spiegare con parole umane la stepchildadoption è Sallusti questa mattina a Sky tg 24 ma siccome sono sicura che la nonna non vede Sky e che quando c’è Sallusti cambia canale compulsivamente provo a rispiegargliela io.


Nonna, ora che ti sei ripresa da questo shock (sì...cito Sallusti, spero che mi perdonerai), la spiego anche a te e siccome non voglio rogne con nessuno te ne faccio due versioni (quanto sono politically correct eh...l’avresti mai creduto?):


Stepchild adoption versione al maschile:

  1. prima di tutto deve esserci una coppia etero che ha un figlio 
  2. la madre della coppia etero deve morire mentre il figlio è minorenne (purtroppo capita, non è bello ma capita)
  3. il padre del bambino deve innamorarsi di un altro uomo e iniziare una relazione gay 
  4. pure il padre del bambino deve morire mentre lui è minorenne (ma che sfiga!!!) 
  5. il bambino non deve avere altri parenti in grado di adottarlo (e che è ... ti accanisci???) 
  6. a questo punto il compagno gay, vedovo di un uomo che prima era etero e poi, vedovo, e poi gay dichiarato e magari sposato e forse finalmente libero e felice di poter esprimersi come persona che comunque aveva procreato con una donna che probabilmente amava (entrambi morti) può adottare il figlio del compagno 

Ora...ma siamo proprio proprio tanto sicuri che la cosa peggiore che può capitare a questo bambino sia il punto 6???

No, nonna, tu che ne pensi?

Stepchild adoption versione al femminile:

  1. prima di tutto deve esserci una coppia etero che ha un figlio
  2. il padre della coppia etero deve morire mentre il figlio è minorenne (purtroppo capita, non è bello ma capita)
  3. la madre del bambino deve innamorarsi di un altra donna e iniziare una relazione lesbica
  4. pure la madre del bambino deve morire mentre lui è minorenne (ma che sfiga!!!)
  5. il bambino non deve avere altri parenti in grado di adottarlo (e che è ... ti accanisci???) 
  6. a questo punto la compagna lesbica, vedova di una donna che prima era etero e poi, vedova, e poi lesbica dichiarata e magari sposata e forse finalmente libera e felice di poter esprimersi come persona che comunque aveva procreato con un uomo che probabilmente amava (entrambi morti) può adottare il figlio della compagna 

Ora...ma siamo proprio proprio tanto sicuri che la cosa peggiore che può capitare a questo bambino sia il punto 6???

No, nonna, tu che ne pensi? Se non sei ancora sicura chiedi al nonno ;-)

sabato 3 ottobre 2015

The First Country Song - LASAGNA ON THE BAYOU pilot episode

Mi sono ripromessa di recensire il primo episodio di LASAGNA ON THE BAYOU, ma non ce la faccio, sto ancora ridendo alla quarta visualizzazione...quindi lascio a voi la parola :-)



lunedì 28 settembre 2015

Paghi solo 5 dollari e hai il tuo video musicale professionale ... ne siamo sicuri?

Ultimamente mi sono imbattuta in un sito che offre servizi normalmente costosissimi ad una media di 5$ ... la prima domanda che mi sono fatta è stata: ma come è possibile?

Stiamo parlando di realizzazione di videoclip, siti web, partiture musicali, illustrazioni, jingle... insomma il paese dei balocchi per chi, come me, si occupa sia di web marketing che di musica.

Paghi solo 5 dollari e hai il tuo video musicale professionale ... ne siamo sicuri?

Paghi solo 5 dollari e hai il tuo video musicale professionale ... ne siamo sicuri?

Ovviamente la curiosità che è il motore della vita (almeno la mia), mi ha spinto a provare ed ho scelto di iniziare con due servizi che già affido a terzi o che mi avrebbero portato via più di 10 minuti di lavoro:




Paghi solo 5 dollari e hai il tuo video musicale professionale ... ne siamo sicuri?
  1. la creazione di un videoclip musicale (non lo so fare)




  2. Paghi solo 5 dollari e hai il tuo video musicale professionale ... ne siamo sicuri?la promozione di un brano dell'ultimo cd che sto aiutando a spingere in 400 college radio americane (sarebbe stato un lavoro lungo e laborioso anche solo reperire i contatti di tutte e 400)



Le richieste, pagate effettivamente solo 5 dollari, sono state evase in modo velocissimo, in 3 giorni avevo nella mia casella di posta il video e neppure due ore dopo il "promoter dei college" aveva già distribuito ai suoi contatti il brano e, in cambio di una recensione positiva dei suoi servizi, mi ha anche mandato una lista di 10.000 mail di "amanti della musica" che, a detta sua avrei dovuto usare per promuovere il disco tramite mailing list (a casa mia ancora si chiama spam l'invio di mail non richiesto a una lista non ottenuta tramite leads validi e regolari).

Per quanto riguarda il videoclip ... qui potete vedere una parte del risultato


Direi che hanno rispettato le promesse e, anche se il risultato è discutibile, non credo che per 5$ avrei potuto pretendere di più ... ovviamente il gruppo non lo userà :-)

Paghi solo 5 dollari e hai il tuo video musicale professionale ... ne siamo sicuri?Per quanto riguarda la "promozione radio" visto che il promoter come unica prova dell'effettivo lavoro svolto invia la schermata di MailChimp, ho pensato che l'unico modo per tenere traccia dell'effettiva utilità dell'azione di promozione fosse quella di inviare non l'mp3 del brano ma il link da cui scaricarlo, in modo da poter quindi effettivamente contare quanti di questi fantomatici 400 dj di radio americane avrebbero almeno scaricato il brano (visto che la lista delle radio non è stata possibile averla neppure dietro richiesta e altrettanto dicasi per un report dettagliato sulla trasmissione del brano).

Ad oggi (è passata una settimana) la statistiche dei download è 0.

Detto questo cos'altro potrei aggiungere? 
Chi più spende meno spande? 

Mah, l'unica cosa sicura è che forse proverò un altro paio di servizi prima di bocciarlo definitivamente, infondo io RAZZOLO MALE :-)

p.s. Se hai scoperto che sito è per favore non lanciarti nell'acquisto di "servizi" di social media fuffa ... i like su Facebook, gli ascolti SoundCluod, le iscrizioni ai canali YouTube, i Tweet comperati un tanto al chilo VALGONO MOLTO MENO DI CINQUE DOLLARI!!!!





giovedì 24 settembre 2015

Il #Facebookdown e i social media manager

Ebbene sì, Facebook non funziona...
E ora?
Sono sicura che tutti i colleghi saranno in panico, stessa reazione che ho avuto io...

Che faremmo se non tornasse più utilizzabile? E i clienti? Che potremmo dire?

Lo scenario che mi sono immaginata è quello di una marea di SMM che corrono a contattare i clienti per dirottarli su altre piattaforme...e quindi la domanda sorge spontanea ... non saranno mica stati i "concorrenti" Twitter e G+ a cercare di ritornare in auge grazie a questo down?

Ai poster (i) l'ardua sentenza...io intanto aspetto di vedere se riuscirò mai a caricare il video che era all'89%.

Per quanto riguarda gli utenti credo che in pochissimi ne abbiano risentito ma prevedo convulsioni in parecchie mie conoscenze se dovesse ripetersi per tempi più lunghi...il consiglio di RazzoloMale? Facebook è giù? Esci e fatti una vita! (ma per l'appunto ... è un consiglio di RazzoloMale e si sa ... che chi predica bene....)

mercoledì 9 settembre 2015

Il network marketing (marketing piramidale) spiegato ai newbie

Recentemente ho affrontato una lunga discussione con un ventenne che cercava di convincermi a far accettare ad un amico comune di entrare a far parte di un network di vendita piramidale, la discussione è iniziata con un “partiamo dal presupposto che sono un ragazzo di 21 anni senza nessuna conoscenza profonda economica, quindi non ti parlo tanto per, qualsiasi informazione mi interessa in prima persona”.

Il network marketing (marketing piramidale) spiegato ai newbie
Benissimo, data la mia saggezza derivata dalla veneranda età e da più di 20 anni davanti a un monitor mi sono permessa di iniziare a spiegare che in Italia il Multi Level Marketing è illegale

Cosa?


In Italia il KLM è illegale?


Eh sì esatto!

La legge 173 del 2005 nell'articolo 5 cita espressamente che 
“Sono vietate la promozione e la realizzazione di attività e di strutture di vendita nelle quali l'incentivo economico primario dei componenti la struttura si fonda sul mero reclutamento di nuovi soggetti piuttosto che sulla loro capacità di vendere o promuovere la vendita di beni o servizi determinati direttamente o attraverso altri componenti la struttura.”

Detto questo, il newbie del guadagno facile in internet (guadagna subito da casa senza impegno!), mi ribatte che non è vero che sono una truffa: lui i sui 570 (cinquecentosettanta!!!) euro spesi per l'affiliazione li ha ripresi in solo 2 mesi!
A questo punto scatta la freelance che è in me e me ne esco con una frase del tipo: ma ritieni giusto di dover pagare per poter “lavorare”?
Forse l'ho messo in difficoltà e l'imberbe cercatore d'oro ha atteso un pò nel rispondere: “Io ho fatto un investimento, ora sono un imprenditore, vedi quei soldi come una fee per un franchising ... e poi l'articolo 1. dice che “sono vietate la promozione e la realizzazione di attività e di strutture di vendita nelle quali l'incentivo economico primario dei componenti la struttura si fonda sul mero reclutamento di nuovi soggetti bla bla bla” non so se sono ignorante io o se è un italiano a mo' di flusso di coscienza, ma mi sembra che nella frase manchi qualcosa”


Voi cosa avreste risposto?
Io mi sono armata di santa pazienza e queste sono state le mie parole:
Quando hai pagato quei soldi loro ti hanno detto che dovevi vendere patate ma in pratica tu non vendi una patata, vendi la possibilità che quello sotto di te venda la patata e tu guadagni una percentuale sulla patata che lui ha venduto... e fin qui può starci … il problema è quando nessuno vende patate ma tutti vendono possibilità di vendere patate, a quel punto tu non guadagni sulla vendita della patate ma sulla fee di ingresso che il tuo amico ha pagato per poter dire ad altri di vendere patate ...”
Ed ecco la pronta risposta del nativo digitale: “ma ciò che differenzia questo di cui stiamo parlando dal network marketing è che in quest'ultimo le patate ci sono eccome, sono la base solida di quest'economia.
Riguardo il "pagare per lavorare", qui non si parla di un lavoro da dipendenti, si parla di un lavoro di imprenditoria a tutti gli effetti. In questo caso "si paga per lavorare", nel senso che si fa fronte a un investimento iniziale per poter creare un'impresa, impresa che poi ti renda i soldi, ammesso che il lavoro venga fatto bene”


Ok, evito di sbuffare, non esiste l'emoticon sbuffo ... e rilancio: è la piramide la fuffa! 

Provo a rispiegartelo:
Diciamo che io sono il genio che ha inventato l'azienda XYZ per cui tu “lavori”, io non possiedo nulla, non ho patate, ma conosco molta gente che le patate le ha ... quindi dico a questi che hanno le patate ... io ti faccio pubblicità gratis, tu però per ogni patata che vendi mi dai un X%
E fin qui tutto bene...
Poi, però, mi accorgo che io sono un bravissimo imprenditore che sa "intortarsi" altri imprenditori e che la mia idea piace … e mi ritrovo però senza una competenza … io sono un imprenditore non un VENDITORE … quindi?
Quindi mi invento che posso anche rinunciare a una parte della mia provvigione sulle patate vendute e darle a veri venditori che certamente saranno in grado di venderle (facendo così felice me, il genio, gli imprenditori che si sono fidati della mia proposta e … un pochino anche te, venditore).
E anche fin qui tutto bene...
Tu decidi di fare il rappresentante e, non molto diversamente da quello che succede ai rappresentanti nella vita reale, guadagni una percentuale sulle patate che vendi...benissimo ... tutto legale, bello ...
A questo punto però il genio di cui sopra si accorge che non guadagna abbastanza per se e che anche i veri venditori di patate non sono molto contenti … non bastano le provvigioni sulle vendite dei prodotti di altri per coprire la fee d'ingresso, non parliamo poi di guadagni...
E qui scatta la fuffa ...
Io, il genio, decido che per diventare un mio venditore tu mi devi dare dei soldi (tanti, pochi ... dipende ... ma me li devi dare) per poter vendere le "mie" patate ... quindi ai primi rappresentanti (quelli che vendevano davvero) do una percentuale su tutti i nuovi venditori (paganti) che portano, a prescindere da quante vendite questi nuovi “venditori” faranno, ma sono così buono che ti darò un Y% sull'X% che loro guadagneranno vendendo le “mie” patate.
Quindi se il primo venditore si chiama Mario e Mario porta 3 amici, lui continuerà a guadagnare sulle reali patate vendute da lui (che erano poche altrimenti bastava quel guadagno per vivere) e una percentuale sulle patate che vende Gino, il suo amico ... che però non fa il venditore di professione e quindi non ci si potrà fare uno stipendio non sapendo il mestiere ... e, quindi, per "arrotondare" chiamerà la sua amica Gina e suo nonno Pippo a iscriversi....devo andare avanti?
Ora il novellino sembra un po' vacillare, ma rilancia: “Ho capito il punto, infatti in questo lavoro conta il giusto il saper vendere, quanto più il sapere formare un team e creare una rete efficiente, ma questo non significa che la vendita non debba esistere, senza la vendita alla base crolla tutto a breve ovviamente. Diciamo che però in una rete efficiente basta che ognuno venda un tot. Non c'è bisognio di VERI venditori, che riescono a piazzare tutto a tutti”
Ce la possiamo fare, stai per capire, te lo sei detto da solo: "In in questo lavoro conta il giusto il saper vendere, quanto più il sapere formare un team e creare una rete efficiente”
Quindi?

Quindi non stiamo parlando di affiliazioni, non stiamo parlando di provvigioni...stiamo parlando di VENDITA PIRAMIDALE!!!
"Sono vietate la promozione e la realizzazione di attività e di strutture di vendita nelle quali l'incentivo economico primario dei componenti la struttura si fonda sul mero reclutamento di nuovi soggetti"
Ripetiamolo come un mantra.

E poniamo una nuova domanda allo sventurato boccalone: “tu sai dirmi esattamente quanto hai guadagnato vendendo e quanto reclutando?”
Risposta, scontata: "0 sulla vendita, e tra pochi giorni 500 sulla rete".


A questo punto chiunque si renderebbe conto di essersi risposto da solo...almeno per quanto riguarda la legge.


Ma questo è il momento in cui scatta l'etica!
Ti sei reso conto che con la pura “vendita” dei prodotti non solo non diventerai un ricco imprenditore 2.0 ma che non recupererai neppure i soldi della fee d'ingresso...quindi che fai?
Ti rivolgi a parenti e amici per “affiliarli” a loro volta sotto di te (inizi a vedere dov'è la piramide?), quindi vai dalla nonna e con il faccino più convincente che hai le spieghi tutta la situazione per benino, le dici che anche lei può arrotondare la pensione, che basta che investa quel pochino (570 euro!!!!) e in pochi mesi vedrà i suoi soldi moltiplicarsi ... e quand'è che la nonna rivedrà i suoi soldi (parte dei quali sono sì ora nelle tue tasche...ma gli altri?)?
Risposta del ormai distrutto newbie: “Quando anche lei avrà creato un'impresa, una rete di clienti e soci. Tu mi dirai "E loro? Quando li recuperano?" Quando avranno fatto lo stesso è ovvio che un ragionamento del genere non si può applicare all'infinito, perché le persone sono un numero finito ahahah però ci sono abbastanza persone e servizi per tanta gente, ne possono usufruire in tanti a livello teorico!

É qui, sugli affetti più vicini, che scatta il dubbio più vero ... hai toccato la nonna e il baby imprenditore vuole capirci meglio e ti chiede: "E perchè avrei truffato la nonna?"

Molti di voi si saranno già risposti ma questa è stata la mia:
Tu, giustamente, vuoi guadagnare, per guadagnare devi trovare altri affiliati ... e altrettanto ovviamente chiederai a parenti e amici come prima cosa: parenti (nonna) e amici (20enni) che magari quella cifra non ce l'hanno ma la trovano PERCHÈ SEI UN AMICO E DI TE SI FIDANO ... a quel punto scatta la catena di Sant'Antonio ... se vogliono riavere almeno i soldi dell'“investimento” cosa dovrebbero fare?
Provare a vendere i prodotti o intortare parenti e amici ... ovviamente da questo loop è molto difficile uscire ...
Un tempo alla gente mancava l'informazione che determina la conoscenza. Allora ci si affidava alla speranza dell'aiuto divino tramite l'intermediazione dei santi.
Oggi la gente è invasa dall'informazione che però continua a non generare conoscenza e si continua a sperare nell'intermediazione dei santi.
E' proprio una catena ... la catena di Sant'Antonio che vede da una parte i poveracci in attesa del miracolo e dall'altra quelli che il miracolo se lo stanno guadagnando a spesa dei primi.

Vuoi saperne di più?
http://www.smetteredilavorare.it/2014/03/network-marketing-guadagno-illusorio.html
http://www.mlm-thetruth.com/research/mlm-statistics/shocking-stats/
http://www.parlamento.it/parlam/leggi/05173l.htm